Mahib

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Testo: Mahib
di yu

Mahib, settembre 26, 2026

Dalla collina vedevo scendere Mahib. A destra le mura romane di sassi e dietro i grandi ulivi. C'era il sole e la tenda si spostava col vento.
Sahima e Baban stavan sul sofà. Lui dormiva rannicchiato con la testa appoggiata sul grembo di lei che gli accarezzava i capelli con entrambe le mani. "Ora che ti ho trovato, posso morire", diceva Sahima. "Ho cercato, ho cercato, ora so che eri tu il mio infinito orizzonte."
Mahib ed io ci siamo addormentati a terra. In questi mesi riesco a svegliarmi con il canto degli uccelli. Il vento sposta la tenda e intravedo i grandi tetti e i camini delle case; c’è il mare blu laggiù.
Non riesco a catturare questo momento ,attendeva il mio arrivo ed io attendevo lui. Vedo cose che non avevo mai visto e voglio lasciare indietro tutto quello che credevo servisse. Non ho mai avuto il tempo di guardare quella luce lontana, le stoffe appese, il giardino di fronte a me.

C'è qualcuno che mangia e il vento che tira, soffia sull'erba e la palma che c'è.

*

Ho raccontato a Sahima che ogni tanto penso che sia tutto di nuovo finito, costantemente tutto di nuovo finito. Anche io non trovo il senso di tutte le cose, ma come mi direbbe: affidiamoci a Dio perché ogni cosa è sua, noi abbiamo solo preso in prestito.

Mahib osserva il comportamento delle formiche che si spostano e comunicano, mi ha raccontato che hanno gli occhi piccoli e che non vedono troppo più in là, devono scambiarsi gli odori con le altre che vengono dalla strada opposta. Mi ha chiesto: Sai da dove viene questo rumore? Era il piccolo corpo vibrante di una cavalletta nel grano. Mahib mi chiede quanti animali vedo quando siamo seduti sull'erba. Mahib ringrazia Dio non appena inizia la giornata, non quando finisce, e non solo se il tempo è bello o piovoso. Per lui il tempo non è bello solo quando c'è il sole, nella sua lingua il tempo è quello che è, ed è sempre bello.
La luna è maschile, non femminile. Luna è il fratello della Terra.

Mio Dio, la mia voce, la mia eterna madre. Quando ti addormenti la sera, fallo accettando sempre la volontà divina, e quando inizia un nuovo giorno, che cominci con la gratitudine. Oggi ho guardato in alto e ho visto che sotto il cielo azzurro, sotto la luce del sole, niente è nascosto.

Il vaso di fiori è là, lo guardo e penso che è lui che ci sta portando via tutto.

*

La tempesta è finita e ci siamo fermati, i nostri ossessivi pensieri si sono fermati. C'è stato un istante in cui non sapevo davvero che strada avremmo preso. Per un attimo ci siamo detti forse è meglio che tu vada e questa sarebbe stata una storia come tante altre volte, in cui il benessere, le possibilità ci rendono così liberi da poter scegliere un'altra vita. È quando non ci sono altre strade percorribili, è quando non ci sono possibilità che ci prendiamo la responsabilità di chi siamo.
Quindi andiamo avanti, con i giorni che sono tutti diversi, tutti una scelta di Dio. Quelli bui e quelli luminosi: che possa io accettarli così come sono, portatori di verità.

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